
Queste pagine non vedevano attività d'alcun tipo da qualche mese.
E non solo queste pagine, per la verità.
Mesi di lavoro frenetico, come sempre, ma anche mesi di assenza ingiustificata.
Mia, naturalmente.
Complice un periodo che alterna altissimi a bassissimi, l'arrogante immagine che avevo di me si è progressivamente allontanata, costringendomi a mettere in discussione molto dei miei obiettivi.
Mesi fa ho ricevuto una proposta molto (aiutatemi a dire MOLTO) ghiotta dalla meravigliosa persona che ho eletto (senza consultare) a mia guida professionale. Un uomo di rara levatura, che non ringrazierò mai abbastanza per l'inspiegabile fiducia che sembra riporre nel mio presunto talento. La proposta era di scrivere, con il suo apporto come editor, il plot per una serie di strip che avrei dovuto realizzare su commissione per un grosso (aiutatemi a dire GROSSO) cliente.
Ho accettato al volo. Terrorizzato, ma al volo. Era una di quelle occasioni che capitano una volta, se si è fortunati. Quelle che, se vanno come devono, potrebbero fare la differenza tra l'eterno aspirante e lo sceneggiatore di professione.
Per farla breve, in quasi un mese ho definito un plot ed ho scritto le prime 50 strip. Che detta così suona come : mi son seduto ed ho scritto. In realtà mai come in quei giorni ho capito la differenza tra talento e professionalità. I giorni, e le notti, passate a scrivere, tentando di non trascurare il lavoro che mi da il pane, o la moglie che mi da la vita, hanno segnato la fine della mia pia illusione che scrivere fosse un atto di pura ispirazione.
In realtà, è per un buon 80% : sudore, studio e fallimento.
Magari in futuro riparlerò di quest'esperienza che, passato il vaglio del mio editor d'eccezione, è ancora in attesa degli sforzi della disegnatrice prima di arrivare nelle mani del cliente. Ormai ho imparato a convivere con due dita costantemente incrociate, per scaramanzia.
Non è faticoso, con un po' di abitudine.
La cosa che più mi ha spaventato è stato il vuoto che ne è seguito.
Quasi come se quelle fossero state le uniche cartucce a mia disposizione. Nemmeno più uno straccio di gag per la cinquantunesima strip, ammesso che serva mai.
Ci sono volute settimane prima di veder tornare le idee pellegrine.
Prima qualcosa per un'altra serie di strip, magari da sviluppare con un amico con cui da molto vorrei lavorare. Poi una storia più ambiziosa, sia per lunghezza che per tematiche, di cui ho già steso l'intero trattamento.
Purtroppo nulla riguardo alle strip di cui sopra, ma almeno tutte cose che considero valide.
Io. E qui, sta il problema.
Il mio considerarle "buone idee" non le rende automaticamente tali.
Fino ad oggi ho lavorato, e ragionato, in funzione di un obiettivo. Ma se invece non fosse alla mia portata? E se io, molto semplicemente, non fossi uno sceneggiatore? Non ci sarebbe nulla di male. Potrei anche limitarmi ad essere un buon programmatore, un discreto marito, ed una persona tutto sommato frequentabile. Sarebbero già ottimi traguardi. Certo, avrei buttato via del tempo che, magari, sarebbe stato più utile se speso in altro modo.
L'idea, banale per tutti tranne che per me, mi ha colpito un pomeriggio come un treno in corsa : potrei aver fatto girare la mia vita intorno ad una ingenua, ed infantile, illusione.
Quel solo pensiero è stato in grado d'immobilizzarmi più a lungo di quanto avrei voluto.
Il lavoro è proseguito ugualmente. Ed anche gli impegni per Comicus. Il resto è rimasto in stasi. In attesa di giudizio.
Un giudizio che non sono stato in grado di dare, perché, subito dopo ... è arrivata la tempesta.
Due sconvolgimenti di segno opposto ma di uguale importanza, che mi stanno tirando dai due lati. Mi auguro d'esser più resistente di quanto sembro.
Il primo me lo sarei evitato volentieri.
Ma ora, forse, se ne sta uscendo.
Il secondo è troppo bello per gettarlo via così.
Merita un post a parte.