Ho partecipato ad un concorso.
Niente di strano, sono cose che un autore in fieri fa abitualmente. Questo però non era un concorso per scrittori o sceneggiatori. Il bando di questo concorso voleva che io "disegnassi la mia t-shirt garibaldina".
Non sono un disegnatore. Magari in una vita parallela, ma non qui.
La mano (di famiglia) e l'occhio (allenato) ci sono, manca l'abitudine. La tecnica. Manca qualche ettolitro di sudore lasciato a scurire sul tavolo da disegno.
Problema risolto. Non disegno, non partecipo, discorso chiuso.
Invece quel tarlino nella testa e quell'amica tra gli organizzatori che insiste perché io partecipi, ed eccomi a pensare :
Ed ora che faccio?
Beh, è una maglietta. Ci vuole una frase ad effetto.
Un qualche riferimento culturale riconoscibile da chiunque.
Ho un'idea! E' simpatica, per carità, ma nulla d'eccezionale. Dico alla mia amica che più di questo non riesco a pensare (per vera pigrizia ed altrettanto veri impegni pregressi) ma per lei è perfetta. Devo assolutamente trovare una soluzione per renderla graficamente ed inviarla al concorso. Perplesso, coinvolgo una collega col quale ho sempre voluto provare a collaborare. Anche lei, in poco meno d'un paio d'ore, tira fuori un'idea. Per il tempo dedicatogli è pure troppo, quindi inviamo questo :

(qui parecchio sgranato)
La prima reazione m'avrebbe già dovuto far desistere.
"Patriottico per patriottico potevate metterci la bandiera italiana"
Perplesso guardo ripetutamente la tavola, poi l'interlocutore, poi la tavola, poi decido di lasciar perdere. Tanto non ha un granché importanza, partecipo per far numero, non mi sognerei mai di sperare in un piazzamento.
Poco tempo dopo, e poco prima della premiazione, leggo sul giornale che i lavori in concorso "tracciano una situazione abbastanza sfumata e superficiale" in cui "è frequente il riferimento ad altri personaggi della cultura giovanile"...
Oggi arrivano i risultati. Il mio lavoro è "Menzione Speciale", qualunque cosa questo voglia dire. Una bella soddisfazione per qualcosa di così improvvisato. Peccato che l'occhio cada anche sugli altri premiati, tra cui :

Lui (terzo classificato)

Lui (sesto, mi pare)

E lui (decimo)
Sono molto contento per loro, di certo meritavano, ma non riesco a non chiedermi : chi me l'ha fatto fare?
Niente di strano, sono cose che un autore in fieri fa abitualmente. Questo però non era un concorso per scrittori o sceneggiatori. Il bando di questo concorso voleva che io "disegnassi la mia t-shirt garibaldina".
Non sono un disegnatore. Magari in una vita parallela, ma non qui.
La mano (di famiglia) e l'occhio (allenato) ci sono, manca l'abitudine. La tecnica. Manca qualche ettolitro di sudore lasciato a scurire sul tavolo da disegno.
Problema risolto. Non disegno, non partecipo, discorso chiuso.
Invece quel tarlino nella testa e quell'amica tra gli organizzatori che insiste perché io partecipi, ed eccomi a pensare :
Ed ora che faccio?
Beh, è una maglietta. Ci vuole una frase ad effetto.
Un qualche riferimento culturale riconoscibile da chiunque.
Ho un'idea! E' simpatica, per carità, ma nulla d'eccezionale. Dico alla mia amica che più di questo non riesco a pensare (per vera pigrizia ed altrettanto veri impegni pregressi) ma per lei è perfetta. Devo assolutamente trovare una soluzione per renderla graficamente ed inviarla al concorso. Perplesso, coinvolgo una collega col quale ho sempre voluto provare a collaborare. Anche lei, in poco meno d'un paio d'ore, tira fuori un'idea. Per il tempo dedicatogli è pure troppo, quindi inviamo questo :

(qui parecchio sgranato)
La prima reazione m'avrebbe già dovuto far desistere.
"Patriottico per patriottico potevate metterci la bandiera italiana"
Perplesso guardo ripetutamente la tavola, poi l'interlocutore, poi la tavola, poi decido di lasciar perdere. Tanto non ha un granché importanza, partecipo per far numero, non mi sognerei mai di sperare in un piazzamento.
Poco tempo dopo, e poco prima della premiazione, leggo sul giornale che i lavori in concorso "tracciano una situazione abbastanza sfumata e superficiale" in cui "è frequente il riferimento ad altri personaggi della cultura giovanile"...
Oggi arrivano i risultati. Il mio lavoro è "Menzione Speciale", qualunque cosa questo voglia dire. Una bella soddisfazione per qualcosa di così improvvisato. Peccato che l'occhio cada anche sugli altri premiati, tra cui :

Lui (terzo classificato)

Lui (sesto, mi pare)

E lui (decimo)
Sono molto contento per loro, di certo meritavano, ma non riesco a non chiedermi : chi me l'ha fatto fare?



7 comments:
Originale è originale. Non capisco perché solo una menzione speciale. A me sembra geniale. Se ce l'hai ad alta fammela avere che me la stampo! Ripasso fra 20 minuti. Tu sai perché.
Ma poi la bandiera italiana già c'era!
LOL
Ma il vincitore?
Chi se lo incula il vincitore? Auguri Curioso!
Il vincitore era effettivamente l'unico che meritava.
Per il "geniale", beh geniale non la mi pare, però per il tempo dedicatogli va fin troppo bene :P
E' stata una cosa buttata lì ma a guardar gli altri...
In un concorso serio la nostra tavola non se la sarebbero cagata neanche di striscio.
L'ho sostituita con una versione stampabile, per gli amatori.
direi essere una maglietta Saggia e Brava ^__-
A me piaceva molto!
La sesta è d'una banalità svilente. La decima la voglio anche io (ma per farne cosa non v'è dao saperlo!)
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