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martedì 13 novembre 2007

Il calcio Puppa


Ieri venendo a lavoro ho incontrato un omino.
Lavorava, probabilmente, più di quanto non stessi facendo io che ancora in ufficio dovevo entrare.

Penso avesse appena finito di scaricare qualcosa per un negozio, visto che stava tornando verso il suo furgone. L'omino canticchiava allegro, come tanti omini che si vedono lavorare durante il giorno. Capita anche a me, che come un imbecille mi dimeno sulla sedia mentre scrivo o lavoro con le cuffie piantate nel cranio.
L'omino però non cantava "Bad Day" o "Boogie". No, lui cantava "Pollizziotto pezzo di merda (dum dum dumdum dudduddudum dum)".

Come si può canticchiare allegramente e visibilmente soddisfatti un insulto?
C'è qualcosa che non va.

C'è qualcosa che non va nel fatto che l'altro ieri un ragazzo, in divisa da poliziotto, abbia sparato ad un altro ragazzo a causa di un tafferuglio, forse già sedato. C'è qualcosa che non quadra nel fatto che, in città anche molto lontane, altri ragazzi si siano scannati alimentando scene da guerriglia urbana. C'è qualcosa che non capisco nel distruggere interi isolati per protestare contro una violenza subita. C'è qualcosa di contorto nella successiva reazione violenta della polizia. C'è qualcosa di malato nel sentir qualcuno che già ne canticchia i coretti.

C'è qualcosa di stupido se si pensa che tutto questo ruota intorno al Calcio. C'è qualcuno che ancora si diverte? Forse sì ma a questo punto sembra più una dipendenza che una scelta.

C'è da prender coscienza del fatto che l'Italia è calcio-dipendente. Una dipendenza da idioti, se ci pensate. Molto più di quanto non lo siano le altre. Ogni volta che si cade in una dipendenza si perde parte di ciò che ci rende esseri umani, la capacità di scegliere. Prenderne coscienza vorrebbe dire già fare un grosso passo avanti. Più che una nuova legge, quindi, servirebbero delle comunità di recupero.

"Ciao, sono Mario e sono calcio-dipendente." (clap clap clap "Bravo Marioooo", "Vaaaai Maaarioooo", "Mariettino facci sooognaaareeeee" ...)

Servirebbe disintossicarsi.

4 comments:

Fuma ha detto...

Come la penso lo sai. Forse anche perché ho altri "modelli" di riferimento. Si parla di sospensione di campionato, di gesti forti da parte delle istituzioni. Vorrei essere ottimista, ma non lo sono. E mi basta citare un solo evento per far capire perché. Anzi no. Un nome.

Raciti

E mi sembra di aver detto troppo.

Curioso ha detto...

Ma non è una questione di sospensione o meno. Come ogni bella dipendenza, una sospensione produrrebbe solo violente crisi d'astinenza.
Qui ci vuole una guarigione di massa, un'improbabile scoppio d'intelligenza. Che quelle noccioline craniche, a forza di scossoni, comincino a fare il loro dovere.
Ma è fantascienza, mi rendo conto.

Fuma ha detto...

Fantascienza, appunto. Parli di guarigione, intelligenza ma ormai siamo ampiamente oltre il punto di non ritorno.
Stasera mentre andavo dal dentista sentivo di sospendere i campionati per un anno. Anche a marzo si parlava così e poi...

ni ha detto...

Che commento a fare, che tanto hai già perfettamente esposto tutta l'idiozia dell'italiano medio???

Beh, semplicemente per accodarmi al trenino dei concordi!!!


ma parla uno che non ha mai messo piede in uno stadio perché crede che lo sport sia bello da Fare non da Vedere fare...